Quando la testa è piena, la soluzione non è fare di più: è fare spazio.

Facciamo ordine!

Di solito, quando confessiamo a qualcuno di essere sommersi dalle cose da fare e di non sapere da dove cominciare, arriva un consiglio classico:

“Fai una lista delle cose da fare.”
Ormai te lo dice anche ChatGPT.

E il consiglio, in sé, è ottimo. Le liste hanno un effetto calmante: metti tutto in fila, una cosa dopo l’altra. La lista è già pensiero visuale, lo sapevi? Perché quando scrivi un punto dici al tuo cervello “guarda qui”, e quando metti gli elementi uno sotto l’altro esci dalla linearità della frase per dare una forma diversa al pensiero.

Se preferisci vedere subito come fare ordine nella mente, guarda questo breve video animato che riassume i passi principali.

Poi, puoi continuare a leggere per tutti i dettagli.

Iniziamo con qualche osservazione sulle liste:

Nella prima versione, in cima finiscono le cose che ti occupano di più la testa.

Non perché siano le più importanti, ma perché il corpo le percepisce come urgenti, spesso non in senso positivo: fastidio, preoccupazione, ansia. Non è la priorità: è la tua fisiologia che parla.

Un elenco molto lungo può rassicurare una parte di te e mandarne nel panico un’altra.

Un elenco troppo breve può tranquillizzarti… oppure farti pensare che il tuo lavoro sta diminuendo, che non servi a nulla… (nel caso, ti tranquillizzo: il più delle volte significa che stai dimenticando qualcosa).

La lista non risolve: svuota, dà forma, apre lo spazio. Il bello inizia dopo.

Puoi farla su un foglio o con i post-it: uno per ogni attività, come racconto anche nel mio libro.
(Non ce l’hai? Puoi acquistarlo qui.)

Torniamo al lavoro.

Se vuoi tempo, fai spazio.

Immaginiamo che la lista di cose da fare sia impegnativa, magari su più colonne.

  1. Innanzitutto verifica che siano attività che riguardano te, qualcosa che devi fare tu.
    Se qualcosa dipende da altri, non inserirla: non ne hai il controllo. Manda un messaggio di promemoria e e toglilo dalla mente e dalla lista.
  2. Ora scegli tre azioni, quelle che senti prioritarie.
    Chiedilo al tuo corpo: sono quelle che, quando le leggi ad alta voce, ti mandano un segnale, un sussurro di disagio e tensione. La tentazione è di ignorarle per stare meglio nell’immediato, però così continuano a logorarti… Ascolta il tuo corpo e non pretendere di dominarlo a suon di razionalità… c’è una buona probabilità che all’inizio di questo lavoro la razionalità sia del tutto appannata.
  3. Ora che hai le tre attività, le altre mettile in parcheggio.
    Un altro foglio, un altro spazio, un mucchietto di post-it. Separa fisicamente le tre priorità dal resto. Hai fatto spazio!

Ora puoi dedicare energie e tempo a pensare a cosa fare. E a farlo davvero.

Importantissimo: una volta completate le tre attività, stacca un attimo.
Qualche minuto di relax, un po’ di movimento, qualcosa da bere o da mangiare, una musica che ti fa bene.

Se la tua giornata lavorativa è finita, chiudi qui. Hai completato qualcosa e sai già cosa farai domani.
Se hai ancora energie, continua: recupera le cose in parcheggio, scegline altre tre e ricomincia.

Questo metodo funziona sempre?

No.

Siamo tutti diversi. E cambiamo nel tempo.
Ciò che funziona per qualcuno può non funzionare per un altro; ciò che ti aiutava ieri può non esserti utile oggi.

Quindi? Si prova.
Ogni metodo ha dei limiti: puoi testarlo, modificarlo, personalizzarlo, farlo tuo. È così che le cose iniziano a funzionare davvero.

Soluzioni infallibili non esistono.
Se qualcuno te le vende e tu, usandole, senti un senso di inadeguatezza, non è colpa tua né del metodo. Vuol dire semplicemente che non fa per te, in quel momento. Puoi continuare a esplorare.

Se non senti chiarezza e ordine dentro, non pensare che sia qualcun altro a poterteli dare.
“È un lavoro sporco ma qualcuno deve farlo”. Tu.

È anche vero che, in compagnia, si fa meno fatica e si va più lontano.
Quindi, se ti va di parlarne, io ci sono!

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