Glimmers o barlumi

Cosa è un glimmer?

Deb Dana – terapeuta statunitense che usa l’approccio polivagale come chiave di relazione con il paziente e, per me, maestra preziosa – ne parla spesso quando tratta il tema della “ricerca di sicurezza”. 

La percezione di sicurezza, anche minima, è nella teoria polivagale la base per un corpo sano, allineato con la mente e capace di relazione sociale. Puoi immaginare quanto sia strategica.

Deb Dana traduce l’attimo di sicurezza percepito, spesso piccolissimo, con la parola glimmer, resa nelle traduzioni italiane come “bagliore” o “scintilla”. Della scintilla accolgo la forma visuale ✨✨✨ ma come parola preferisco “barlume“: qualcosa di tenue che permette di vedere. 

E poi c’è il barlume di speranza che è piacevole anche solo evocare. 

I barlumi schiariscono un po’ i tempi bui.

I glimmers/barlumi sono cose o luoghi che parlano al tuo corpo di sicurezza. Non come idea, come sensazione fisica, concreta, immediata.

Il barlume non è per forza qualcosa di bello, o buono. Non è un concetto razionale, estetico o morale.
Spesso ciò che ci dà sensazioni fisiche positive è anche piacevole alla vista… ma non è un requisito.

Un barlume ti dice che quella cosa specifica o quel luogo specifico ti dà sicurezza, pienezza, presenza. È un “esserci”. Quando lo riconosci, che stai sperimentando un barlume, meglio segnarlo da qualche parte. Ti servirà nei momenti in cui avrai bisogno di recuperare quella sensazione per ritrovare regolazione.

I barlumi non sono razionali. 
Non hanno a che vedere con quello che pensi sia giusto apprezzare. Non li decidi tu e non li scegli con la logica o con il buon senso.

Li riconosci nel momento in cui accadono, perché parlano al tuo corpo, non alla tua testa pensante.

Condividere barlumi è possibile?

Condividere i barlumi con qualcuno a cui teniamo può essere bellissimo… o frustrante. Dipende.
Perché ciò che per te è un barlume può non essere una fonte di esperienza così intensa per altre persone, anche se ti vogliono bene.

I barlumi parlano al sistema nervoso, e ognuno ha il suo, modellato a modo suo.

Quindi, se condividi un barlume con il tuo compagno o compagna di vita e ricevi in risposta uno sguardo neutro o solo una vago grugnito… non trarre subito conclusioni sulla qualità della vostra relazione o sulla sua capacità di empatia e affetto. 

Forse ti viene anche spontaneo supportare la frustrazione con il ricordo di tutte le altre volte che non hai ricevuto adeguata soddisfazione ai tuoi entusiasmi. Se puoi, fermati in tempo. (Se non puoi, chiamami e ci lavoriamo su…)

Non avete lo stesso sistema nervoso. Ci sta che qualcosa che dice molto a te non dica altrettanto ad altri. 

I barlumi si possono condividere per ispirare, per dare un suggerimento, non per ottenere conferme. 

Se non funzionano, va bene lo stesso.

Barlumi diffusi

Ci sono barlumi assai condivisi, alcuni elementi naturali  funzionano con tante persone. Ad esempio, quelli di colore blu o verde.

Il blu 

Richiama il cielo limpido e il mare, soprattutto. 
Il colore dell’acqua, il suono della onde, la luce che si riflette sulla superficie… sono elementi che fanno del mare un qualcosa di regolatore, come un reset.

Ma non funziona per tutti allo stesso modo e va bene così. Se ti sforzi non funziona uguale. Anche se ti convinci, non funziona uguale. Non puoi ingannare il tuo corpo.

Io, ad esempio, amo l’acqua ma non mi parla di sicurezza.
Al mare, sto molto bene sulla riva.

Mi piacciono i ruscelli e i fiumi perché portano altrove, puliscono e rinfrescano, ma per me non sono barlumi: sono eccitanti, freddi, ingannevoli.

Mi affascina il lago, l’aria di lago mi fa stare bene. Ma l’acqua del lago non mi dà sensazioni di comfort. Forse – come mi ha fatto notare una mia amica – perché è nera.

Il verde

Guardare piante verdi, stare in mezzo agli alberi, che sensazione ti dà?

Le piante, gli alberi, i boschi… per molti il verde è fonte di comfort.
Il verde è un colore che riposa lo sguardo ma trovarsi in un bosco non è qualcosa che fa sentire al sicuro chiunque.

Se il bosco ti mette ansia non c’è nulla di sbagliato, né nel bosco né in te. A te il bosco non parla di sicurezza e il tuo corpo te lo dice. Punto.

Coltiva i tuoi barlumi

Non si vive dei barlumi altrui. Si riconoscono e si coltivano i propri. 

Si scrivono, si fotografano, si disegnano… 
Si tengono a portata di mano perché quando sei in agitazione, ansia, stress… non li vedi, non li ricordi. Abbiamo bisogno di tenerli a portata di sguardo.

Ripensandoci, forse è anche per questo che appendiamo quadri e fotografie ai muri. 

E quando un barlume non ti dice più nulla… non è più un barlume. Lo è stato e non lo è più, per te. Perché nel tempo cambi continuamente, anche se non te ne accorgi, e cambia anche il tuo sistema nervoso.

Non esistono barlumi garantiti al 100%

Se non esistono barlumi ufficiali, garantiti e certificati… come si fa?

Si sperimenta. Si prova. 
Ci si apre a nuove esperienze per vedere l’effetto che fanno.

D’altra parte, se non vivi tu il tuo corpo, chi dovrebbe farlo?

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