La respirazione può avere effetti importanti sul corpo e sul sistema nervoso. Questo articolo racconta la mia esperienza e non sostituisce indicazioni mediche o terapeutiche.
Respirare è naturale.
Respirare bene non sempre lo è.
Per gran parte della mia vita non ho respirato bene. E la cosa sorprendente è che non me ne rendevo conto.
Nessuno mi aveva mai insegnato che esiste una differenza tra respirare e respirare in modo funzionale.
Avevo spesso raffreddore, infiammazioni al naso e al sistema respiratorio e le gestivo come qualcosa di periodicamente inevitabile.
Mi svegliavo con la bocca secca, e non sapevo perché. Quando ero agitata e mi mancava l’aria, compensavo con forti respiri mentre il cuore mi rimbombava nelle orecchie. Andando avanti con gli anni, ho sofferto di insonnia e non riuscivo a gestire un sonno diventato improvvisamente leggero, troppo leggero.
Ho vissuto male? No. Il corpo è un sistema incredibile, si adatta a qualunque stortura e compensa per trovare la sua strada alla sopravvivenza.
Per esempio per me respirare con la bocca era diventata un’abitudine, e non sono la sola: le alterazioni della funzione respiratoria sono molto più diffuse di quanto si pensi.
Le convinzioni che mi portavo dietro
Negli anni avevo anche accumulato una serie di convinzioni sulla respirazione che davo per scontate. Molte si sono rivelate incomplete o semplicemente sbagliate.
- Respirare con il naso è meglio, ma anche respirare con la bocca va bene.
- Se respiri forte, l’ossigeno ti dà alla testa.
- Hai il singhiozzo? Trattieni il fiato gonfiando il torace il più possibile.
- Sei agitata? Fai dei bei respiri profondi.
- Si inspira gonfiando il torace in alto / Si inspira gonfiando la pancia.
- Segui un ritmo di respirazione che ti viene dato dall’esterno (lezione yoga, meditazione, audio rilassante…).
L’incontro con il Metodo Buteyko
Il metodo Buteyko è un approccio sviluppato dal medico ucraino Konstantin Buteyko (1923-2003) che si basa sul recupero di una respirazione nasale, leggera e lenta.
Quando ho conosciuto il metodo Buteyko sono rimasta colpita da una cosa molto semplice: non prevede ritmi prestabiliti di inspirazione ed espirazione da seguire.
E questo lo differenzia da molti altri approcci, perché di solito le tecniche di respirazione prevedono tempi ritmati specifici e generalizzati e ogni volta che ci incappavo per me era uno strazio.
Io non riesco a respirare seguendo il ritmo altrui senza andare in tachicardia. E pensavo che ci fosse qualcosa di sbagliato in me, e sbagliavo a pensarlo. Ho fatto parte di un coro per anni, fin da bambina, e non ho mai avuto problemi di fiato. Facevo yoga e riuscivo a vibrare mantra senza problemi, ma se mi davano un ritmo di respiro da seguire iniziavo subito a incespicare e a confondere inspirazione ed espirazione, accavallandole in modo convulso.
Il fatto è che cronometrare la frequenza del respiro può attivare ansia. Per alcune persone, perfino fare attenzione al proprio respiro è un fattore scatenante. E non c’è nulla di strano in tutto ciò.
Sembrerà un dettaglio, ma per me è stato fondamentale.
La respirazione è una delle poche funzioni involontarie del corpo che possiamo modificare consapevolmente. È collegata in modo strettissimo al sistema nervoso autonomo e alla funzione cardiaca. Non è roba con cui scherzare e ora non la affiderei a chiunque – con tutto il rispetto per i corsi di yoga che ho fatto e per le meditazioni che ho in gran parte subìto.
E non è un caso che io sia arrivata al Buteyko attraverso la Teoria Polivagale: ogni corpo ha una sua storia, un suo stato fisiologico, un suo punto di partenza.
Quindi – mi sono detta – questo Buteyko già mi piace.
Cosa è cambiato per me
Ho iniziato studiando il metodo Oxygen Advantage con Patrick McKeown. Traendo i suoi principi dal Buteyko, l’Oxygen Advantage è focalizzato su regolazione e performance personale e trova applicazione nello sport a vari livelli.
Sono istruttrice certificata di questa tecnica e lo puoi verificare qui: https://oxygenadvantage.com/pages/instructor/giulia-sabbadini
Ho studiato la respirazione dal punto di vista biochimico, biomeccanico e psicofisiologico.
Il naso non è un semplice tubo. Ha trenta funzioni fisiologiche, tra le più note: filtra, umidifica, riscalda l’aria e contribuisce alla regolazione degli scambi gassosi.
La bocca permette il passaggio dell’aria verso i polmoni, ma non svolge le funzioni di filtraggio, umidificazione e riscaldamento tipiche del naso. Respirando dalla bocca immettiamo nel corpo aria fredda, con tutti i virus e batteri presenti, aumentando la disidratazione del corpo e intensificando la produzione di muco.
Una delle cose che mi ha sorpreso di più è stata scoprire che respirare di più non significa necessariamente ossigenarsi meglio. Una respirazione eccessiva riduce l’ossigenazione dei tessuti e peggiora gli stati di ansia, rinforzandoli.
Primi vantaggi del metodo: naso più libero, capacità di regolare il mio respiro e di recuperarlo nei casi di affanno e stress.
Nel medio-lungo periodo (ho iniziato a studiare questo metodo nel 2021): maggiore calma, migliore recupero da raffreddori e riniti varie (niente più fazzoletti sempre in tasca). Meno naso chiuso e tosse e, se capita, so come liberarmene in modo meccanico in autonomia.
Volevo crescere in questo approccio che insegna una respirazione nasale, funzionale, leggera e silenziosa, la migliore possibile.
Ho deciso di approfondire il metodo e di studiare anche con la casa madre, la Buteyko Clinic, che ha protocolli specifici per asma, insonnia, russamento, ansia, stress e risulta essere molto efficace anche nei casi di fatica cronica.
E ora sono molto contenta di diventare Istruttrice Certificata Buteyko. Ci tenevo davvero.
Il punto di forza del metodo Buteyko?
Lavora per piccoli aggiustamenti. Non cerca grandi trasformazioni immediate, ma cambiamenti minuscoli che, ripetuti nel tempo, diventano nuove abitudini.
Questo approccio si integra perfettamente con la visione polivagale e costituisce un tassello prezioso tra gli strumenti del Metodo Nous Visuale. (Posso dire che tutto torna?)
Cosa insegna Buteyko
- riconoscere i pattern respiratori;
- ripristinare la respirazione nasale;
- ridurre il volume respiratorio quando è eccessivo;
- rendere la respirazione funzionale una nuova abitudine.
Il bello degli esercizi è che si integrano perfettamente nella vita quotidiana.
Niente lunghe sessioni di respirazione guidata, niente alienazione meditativa. Gli esercizi si fanno in piccoli intervalli (10 minuti!) nell’arco della giornata e possono essere fatti nei mezzi di trasporto, in fila alla cassa, nelle pause di lavoro.
In posizione distesa, seduta, oppure in camminata puoi trovare un esercizio da fare e allenarti senza sforzo e senza che nessuno se ne accorga.
Serve un po’ di costanza nell’allenamento.
Quattro settimane per completare il corso e qualche mese di pratica costante permettono già di osservare cambiamenti significativi.
Alla fine non è neanche un allenamento che devi organizzare troppo. Pian piano diventerà naturale respirare in modo funzionale e ti troverai a fare gli esercizi nei momenti vuoti – invece di ruminare con la mente. Ti verranno in mente da soli, perché il corpo te li chiede, quando servono.
Respirare è una competenza che quasi nessuno ci insegna, eppure influenza profondamente salute, stress, energia e qualità della vita.
Se ti riconosci in alcune delle situazioni che ho raccontato e vuoi capire come respiri, scrivimi.
Sarò felice di raccontarti qualcosa di più sul Metodo Buteyko e sul percorso che propongo.
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