Quando pensiamo al naso, probabilmente pensiamo a due cose: respirare e sentire gli odori.
Eppure negli anni Settanta il rinologo Maurice Cottle sosteneva che il naso svolgesse 30 funzioni diverse nel corpo umano. La lista originale di Cottle non è stata ritrovata, ma Patrick McKeown (Buteyko Clinic) ha raccolto una compilazione delle trenta funzioni mettendo insieme diversi riferimenti scientifici.
Sono parecchie funzioni per un organo che normalmente consideriamo soltanto quando è chiuso.
Alcune sono abbastanza intuitive: il naso filtra, riscalda e umidifica l’aria prima che arrivi ai polmoni. Altre sono meno scontate: produce ossido nitrico, partecipa alla regolazione del flusso sanguigno nei polmoni, è coinvolto nel lavoro del diaframma, nella voce, nel sonno, nella capacità di concentrazione.
E poi ci sono quelle curiose. Un odore può riportarci alla memoria una situazione vissuta molti anni prima e alcune ricerche hanno persino studiato il ruolo dell’olfatto nella scelta del partner.
Trenta funzioni sono tante. Non serve conoscerle tutte per capire che forse al naso chiediamo molto più di quanto immaginiamo.
Il primo filtro
Pensiamo alla pelle. È la nostra superficie di contatto con l’ambiente esterno e misura circa due metri quadrati.
I polmoni hanno una superficie molto più grande: si stima che il tessuto esposto all’aria sia nell’ordine di 50–100 metri quadrati. Ogni respiro mette quindi in relazione l’ambiente esterno con una superficie enorme e delicata. E prima che l’aria arrivi ai polmoni incontra il naso. La European Lung Foundation riporta proprio questa stima per la superficie degli alveoli e descrive il naso come la via preferenziale per l’ingresso dell’aria.
Peli, muco e cellule immunitarie contribuiscono a trattenere particelle e microrganismi; il muco contiene anche sostanze come il lisozima, che partecipa alla difesa antibatterica. Il naso filtra quindi l’aria, ma la prepara anche: la riscalda e la umidifica prima che raggiunga le vie respiratorie inferiori.
E durante l’espirazione recupera parte dell’umidità dell’aria che stiamo perdendo. Uno studio di Svensson, Olin e Hellgren ha misurato proprio questo fenomeno: con l’espirazione orale la perdita netta di acqua è risultata del 42% maggiore rispetto a quella nasale. (Svensson, Olin & Hellgren, 2006)
Sono funzioni che avvengono continuamente, senza che ce ne accorgiamo.
Il naso e il diaframma
Il naso non si occupa soltanto dell’aria che entra. La sua resistenza al passaggio dell’aria fa parte della meccanica della respirazione.
Il diaframma, contraendosi, crea la pressione negativa che permette all’aria di entrare nei polmoni. Alcune ricerche hanno osservato una maggiore partecipazione del diaframma nella respirazione nasale rispetto a quella orale: Trevisan e colleghi hanno rilevato nei respiratori orali una minore ampiezza del movimento diaframmatico rispetto ai respiratori nasali. (Trevisan et al., 2015)
È interessante perché ci ricorda che il respiro non è soltanto aria che entra e che esce. C’è un corpo che si organizza per farlo.
Per chi lavora con il movimento, questo è forse un passaggio più interessante di quanto sembri: modificare il modo in cui respiriamo significa anche modificare, almeno in parte, il modo in cui il corpo partecipa alla respirazione.
Quanto dobbiamo respirare?
C’è poi una domanda che ritorna spesso quando parliamo di respirazione: se voglio più ossigeno, devo respirare di più? La risposta non è così semplice.
La quantità di aria che respiriamo è legata alle necessità del nostro metabolismo. Non abbiamo bisogno di introdurre più aria di quella che serve e il naso, con la sua resistenza, contribuisce a regolare il flusso. Anche durante l’esercizio il naso non è semplicemente un ostacolo. La sua resistenza diminuisce quando aumenta la richiesta ventilatoria, permettendo al flusso d’aria di aumentare.
Qui entra in gioco anche la CO₂. Una ventilazione eccessiva può ridurre la CO₂ nel sangue. E la CO₂ non è semplicemente un prodotto di scarto: contribuisce alla regolazione dei vasi sanguigni e influenza la capacità dell’emoglobina di cedere ossigeno ai tessuti, attraverso il cosiddetto effetto Bohr.
Respirare di più, quindi, non significa necessariamente ossigenare di più.
È un aspetto che ritroviamo anche negli studi di Luciano Bernardi sulla respirazione lenta nelle pratiche yoga, nei quali la modifica del ritmo respiratorio è stata associata a cambiamenti del controllo autonomico, del baroriflesso e dell’efficienza della respirazione. (Bernardi et al., 2001)
Usare il naso
Forse è proprio questo l’aspetto che mi interessa di più delle trenta funzioni di Cottle. Il naso non è un passaggio neutro attraverso cui far entrare più aria possibile. È un organo che filtra, riscalda, umidifica e protegge; contribuisce a regolare il flusso dell’aria, partecipa al lavoro respiratorio e produce sostanze che hanno effetti sulle vie respiratorie e sulla circolazione polmonare.
E, naturalmente, non serve soltanto a respirare. Ci permette di sentire gli odori, contribuisce alla percezione del gusto, partecipa alla voce e ha un legame particolare con memoria ed emozioni.
Nel metodo Buteyko la respirazione nasale è uno dei principi base: si inspira dal naso e si espira dal naso. Non soltanto durante il giorno, ma anche durante il sonno e, con l’allenamento, durante l’attività fisica.
Le trenta funzioni sono probabilmente più di quelle che riusciremmo a ricordare, ma forse non è necessario ricordarle tutte. Può essere sufficiente sapere che ci sono e cominciare a osservare un po’ di più quello che succede quando respiriamo dal naso.
Bibliografia
Bernardi L, Gabutti A, Porta C, Spicuzza L. Slow breathing reduces chemoreflex response to hypoxia and hypercapnia, and increases baroreflex sensitivity. Journal of Hypertension. 2001;19(12):2221–2229.
Bernardi L, Sleight P, Bandinelli G, et al. Effect of rosary prayer and yoga mantras on autonomic cardiovascular rhythms: comparative study. BMJ. 2001;323:1446–1449.
Cottle MH. A consideration of nasal, pulmonary and cardio-vascular interdependance and nasal-pulmonary function studies. Rhinology. 1980;18(2):67–81.
European Lung Foundation. Anatomia e funzioni del polmone sano. European Lung Foundation.
Svensson S, Olin AC, Hellgren J. Increased net water loss by oral compared to nasal expiration in healthy subjects. Rhinology. 2006;44(1):74–77.
Trevisan ME, Boufleur J, Soares JC, Haygert CJP, Ries LGK, Corrêa ECR. Diaphragmatic amplitude and accessory inspiratory muscle activity in nasal and mouth-breathing adults: a cross-sectional study. Journal of Electromyography and Kinesiology. 2015;25(3):463–468.
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