Il naso fa 30 cose
Il naso filtra, riscalda e umidifica ciò che respiriamo e svolge altre funzioni poco conosciute. In questo articolo esploro alcune funzioni del naso e il loro legame con la respirazione funzionale e il metodo Buteyko.
Il naso filtra, riscalda e umidifica ciò che respiriamo e svolge altre funzioni poco conosciute. In questo articolo esploro alcune funzioni del naso e il loro legame con la respirazione funzionale e il metodo Buteyko.
Respirare è naturale, respirare bene non sempre lo è. Un racconto personale su respirazione nasale, Metodo Buteyko e piccoli cambiamenti che possono migliorare benessere, sonno e gestione dello stress.
Parliamo spesso del tempo che manca. Molto meno dello spazio che non abbiamo.
Eppure, a volte, non è il tempo a sfuggirci ma lo spazio necessario per accoglierlo.
Piccoli istanti che schiariscono il presente e parlano al corpo di sicurezza. I barlumi non si scelgono: si riconoscono. In questo articolo ti racconto cosa sono, perché contano e come custodirli.
A volte tutto sembra un problema. Abbiamo solo bisogno di distinguere ciò che dipende da noi, ciò che è complesso e ciò che è più grande di noi. In questo articolo trovi una mappa semplice e un video per fare chiarezza.
È autunno: le giornate si accorciano e può sembrarti che il tempo si riduca insieme a loro. Le possibilità sembrano meno numerose quando c’è meno luce. È un ottimo momento per fare ordine. Nei pensieri, prima di tutto.
A volte basta una piccola cosa, un inciampo, per scoprire che l’equilibrio non è scontato.
Una riflessione sull’equilibrio e su come fare in sua mancanza: nel corpo, nel mondo, nelle relazioni.
La bussola ci dà coordinate, la mappa ci mostra dove siamo. Insieme, ci permettono di muoverci con più chiarezza anche quando tutto sembra confuso.
Scegliere il cambiamento, oppure la continuità… è una questione di sicurezza, e ce lo dice il nostro corpo, se lo ascoltiamo. Divagazioni sul tema della scelta personale.
Le emozioni del percorso creativo, tra visual coaching, ikigai, e mettiamoci anche Al Pacino.
In questo articolo ti racconto la mia scelta e cosa ho scoperto lungo il percorso.
Ecco, è venuto il momento di trovare dei compagni di viaggio con cui condividere il percorso…
È arrivata la fase cruciale: definire la struttura del libro con la TOC (acronimo per “Table of Content”).
Mentre scrivo il libro scopro che io e il mio lettore ideale siamo fianco a fianco. Che cosa mi dice?
Scopri il percorso che mi ha portato a scrivere un libro: idee, riflessioni e tappe fondamentali di un viaggio di scrittura unico.
Sguardo, ascolto e presenza nelle videochiamate online: siamo dotati di un sistema di coinvolgimento sociale che ci permette di trovare rassicurazione nello sguardo degli altri.
Che cosa ho studiato, che cosa ho scoperto e che cosa mi ha stupito in questo mese intenso: l’importanza della respirazione funzionale. Non solo benessere, una vera crescita personale.
La mia attività di coach ha molto a che fare con la formazione, almeno io la vedo così, legata all’attivare, rendere possibile, facilitare, mettere in grado di… in inglese lo chiamerei enabling. Ascolto, curiosità, scoperta… questo quello che offro, non soluzioni generiche ma conoscenza del tuo corpo nella sua unicità, perché per me parte tutto da lì, dal venirti incontro dove sei.
Possiamo renderci la vita davvero difficile, eppure il nostro corpo è naturalmente performante ed è anche predisposto a imparare.
Performance per me è mettersi in gioco, con allenamento ed esperienza alle spalle e una buona dose di leggerezza per rimanere flessibile e pronta all’imprevisto. Esperienza e allenamento sono per me parole chiave.
Mi è capitato ultimamente di pensare alla solitudine, e in particolare alla differenza enorme che c’è tra “essere” sola e “ sentirsi” sola.
Stare sola mi piace, non ne faccio una bandiera né una scelta di vita… diciamo che per me è qualcosa che mi sono guadagnata nel tempo, una specie di traguardo raggiunto, e ne sono fiera. Una di quelle cose che, quando ci penso, mi sorrido. Non è stato spontaneo…
A suo tempo, c’era “Emilio”, un mio appuntamento fisso in TV, e l’inviato speciale, Silvio Orlando con il suo Why?… Pecché? … era un tormentone in casa.
Da tormentone a tormento, il passo è breve… infatti mal sopporto una domanda che inizia con “perché”, forse il motivo è che mi risuona abbinata in modo spontaneo a toni accusatori, giudicanti: avanti, dammi una spiegazione, su, se ne sei capace, vediamo che cosa ti inventi adesso.
Quello che ci frega è l’autostima o, per essere precisi, da dove la ricaviamo: se, per avere un’alta autostima, devi sentirti speciale e sopra la media. Essere “nella media” non è abbastanza, può anche sembrare un insulto: un discorso nella media, un lavoratore nella media, una persona nella media… Oh, nella media sarai tu. Io sono oltre.
Parlare in pubblico per me non è facile. Fatta anche questa…
Perdersi ed esplorare e cambiare sono attività che richiedono tempo.
Lo stupore la meraviglia, un senso di ammirazione e pienezza, un modo per procurarsi benessere, facendoci caso.
Esiste un approccio efficace per contrastare il pregiudizio e il razzismo? Anche e soprattutto quando è inconsapevole? La IFS – Internal Family System, offre un punto di vista che penso sia interessante.
La paura ha tenuto in vita i nostri antenati, se siamo qui a parlarne è anche merito dei nostri parenti fifoni. Quanto può essere usata la paura come leva per il cambiamento?
Un corso di formazione può guidare a percorsi personali di consapevolezza e accendere collegamenti inaspettati (Blue eyes/Brown eyes), supportati da strumenti visuali.
Cosa mi sono portata a casa da un Convegno? Una frase di Giuseppe Varchetta, sulla necessità per chiunque lavori con le persone, e abbia la responsabilità dell’altro, di fare conoscenza e approfondimento del sé…
Gennaio è per me il mese adatto per nuove conoscenze, esperienze, per iniziare qualcosa di nuovo. Questo gennaio mi sono dedicata a consolidare la mia pratica sulla Teoria Polivagale
Mi piace guidare, in particolare sulle strade a scorrimento veloce. Mi piace guardare e andare avanti. (…)
Pensieri sparsi sulla strada verso il Friuli Venezia Giulia, quando passo per Mestre, che ora non ha più il casello, e mi ricordo quando il casello c’era e Mestre era “la barriera”
Il Visual Mantra è un divertente percorso di immaginazione guidata per tradurre in forma visuale una frase “mantra” che parla di te e di quello che desideri. È anche un bel lavoro individuale per accendere la creatività. E non solo…
Sappiamo tutti cosa significa provare emozioni conflittuali: “una parte di me vuole .. e poi c’è una parte di me che non vuole… ” mentre siamo alle prese con il nostro sé, i nostri desideri e comportamenti. Molti approcci di psicoterapia ritengono che avere “parti” sia patologico. NON in IFS.
Siamo ad una festa: un momento vorremmo fare amicizia con tutti, il momento dopo vorremmo scappare, finiamo spenti su un divano incapaci di relazionarci… Siamo pazzi? No. Siamo in balia di un qualcosa che la Teoria Polivagale spiega bene.
Conoscete la favola “La volpe e l’uva” di Esopo? È uno dei ricordi più vivi della mia infanzia, l’ho imparata attraverso il racconto dei miei nonni e, devo dire, mi è sempre un po’ dispiaciuto per la volpe: povera piccola, desiderava l’uva e non riusciva ad ottenerla nonostante tutti gli sforzi messi in atto, perché anche riempirla di insulti se si inventava una giustificazione al suo fallimento?
Tempo fa, quando sentivo parlare di “coaching”, immaginavo subito una situazione sfidante, una gara, con il coach a bordo campo intento a spronarmi (vai, vai, vai!) e, nei momenti di pausa, pronto ad aiutarmi a capire i limiti, i problemi e le capacità da attivare per affrontarli.